il Romaggio

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Babel è un romanzo

Babel è la storia di un’amicizia alla prova del successo e del potere. Ed è la storia di incontri straordinari e visioni grandiose. I personaggi, le storie, gli episodi narrati in questo romanzo sono immaginari. Tuttavia, nonostante ogni riferimento a fatti o situazioni reali sia puramente casuale, le innovazioni di Babel, che troverai nel libro, sono soluzioni sicuramente esistenti o in via di realizzazione in qualche parte del mondo.

“Comprendere che stavolta è uguale alle altre è il primo passo per rendere stavolta diversa dalle altre.”

Babel è un saggio

Questa storia racconta di un prossimo futuro dove, favorito dallo sviluppo tecnologico, prende slancio un sogno tracotante di dominio che, mutatis mutandis, ha accompagnato da sempre l’umanità. Infatti, già oggi idee di miglioramento dell’uomo trovano terreno fertile in anime svuotate del senso del reale ed in menti dalla corta memoria. Le spinte all’efficienza, alla competizione e alla razionalizzazione si scagliano continuamente contro ogni diversità e minoranza. Perché diversità vuol spesso dire solo minoranza. Minoranza di un nuovo che ancora sta nascendo, di una speciazione ancora in embrione, di un’alternativa ancora non attecchita. L’accettazione della diversità, tanto sbandierata nelle società occidentali, è frequentemente solo di facciata imponendo in realtà l’adesione incondizionata al sistema di valori dominante. Le linee di pensiero che si intravedono nel testo sono anch’esse espressione del contemporaneo. Una soverchiante e pervasiva prospettiva meccanicistica pretende di ridurre la complessità del vivente ad un insieme di codifiche binarie da poter programmare a piacimento, inseguendo con entusiasmo il sogno mai morto di una società pianificata scientificamente dalla benevola mano di un’élite illuminata. Le idee che dominano il testo e la società attuale affondano le loro radici nei grandi filoni della cibernetica, del comportamentismo, del cognitivismo, andando a sedimentarsi nel linguaggio comune in espressioni che ormai, anche per effetto di una mera ripetizione, ci sembrano naturali. Intelligenza artificiale, reti neurali, realtà virtuale sono solo alcuni tra gli innumerevoli esempi di questa scriteriata e disonesta invasione dei domini semantici del biologico e del reale. Ma questa è solo una parte del quadro complessivo. Così come certe dinamiche ricorrenti, cambiando veste, si sono manifestate in diversi contesti storici e sociali, allo stesso modo sempre sono emerse voci che le hanno rifiutate e combattute. Oggi esistono filoni alternativi al pensiero dominante che sono in grado di fornire rappresentazioni più accurate e coerenti della realtà di cui siamo parte attiva ma che, per ovvi motivi, risultano marginali. Prospettive capaci di connettere la scienza alla dimensione umana ma che, a loro volta, sono continuamente minacciate dalla pervasività del pensiero meccanicista e scientista. Esempi di queste sono la sistemica, il costruttivismo, la complessità, quando rifiutano la banalizzazione e l’adorazione della tecnologia quasi fosse il nuovo vitello d’oro.

“Per organizzare un’evasione è prima necessario rendersi conto di essere prigionieri.”

Babel è un omaggio

Ci sono voci spesso solitarie, anomale, eretiche, che hanno prospettato l’esistenza di un’alternativa al pensiero forzosamente imposto. Minoranze di donne e uomini che, in lingue, epoche e culture diverse hanno rappresentato, con il loro pensiero, la lotta all’omologazione e alla riduzione della vita a mera esistenza. Che con le tracce del loro passaggio in questo mondo hanno saputo e sanno ancor oggi toccare l’anima di chi ancora si evolve e trova la sua più completa espressione alimentandosi anche delle proprie incertezze.Questo testo è quindi un omaggio a loro, alla loro forza e alle loro idee, nella speranza che possa contribuire a diffonderne il pensiero.Proprio con questo auspicio all’interno del racconto sono state inserite, riconoscibili dal corsivo, loro citazioni che possono essere foriere di idee, approfondimenti, riflessioni.

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