
I lettori
Babel di Giuseppe Conte è un romanzo che, attraverso lo sguardo e le vicende del protagonista Karl e del mondo che lo circonda, cattura il lettore e lo trasporta in una dimensione nuova, costringendolo a fare i conti con sé stesso e con il proprio modo di leggere la realtà quotidiana.
È una narrazione che intreccia amicizia, ambizioni, sogni e progetti, ma anche invenzione, opportunità, travagli, ferite, ordine e bellezza. Una storia densa di conflitti, passaggi, metamorfosi, evoluzioni, insidie, scintille e apocalissi, che conduce a compimenti inattesi: non conclusioni definitive, ma aperture verso nuove porte e prospettive inedite.
Ho apprezzato la raffinata costruzione del romanzo, scritto con un linguaggio scorrevole e al tempo stesso ricco di perle di saggezza. È un’opera che coinvolge profondamente e invita a leggere i personaggi – e gli autori che li ispirano – in chiave sistemica. Un libro che sollecita un cambio di prospettiva, che spinge a immaginare un nuovo paradigma e che, come nel Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, invita a una meditazione capace di generare un’evoluzione interiore.
È una narrazione che intreccia amicizia, ambizioni, sogni e progetti, ma anche invenzione, opportunità, travagli, ferite, ordine e bellezza. Una storia densa di conflitti, passaggi, metamorfosi, evoluzioni, insidie, scintille e apocalissi, che conduce a compimenti inattesi: non conclusioni definitive, ma aperture verso nuove porte e prospettive inedite.
Ho apprezzato la raffinata costruzione del romanzo, scritto con un linguaggio scorrevole e al tempo stesso ricco di perle di saggezza. È un’opera che coinvolge profondamente e invita a leggere i personaggi – e gli autori che li ispirano – in chiave sistemica. Un libro che sollecita un cambio di prospettiva, che spinge a immaginare un nuovo paradigma e che, come nel Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, invita a una meditazione capace di generare un’evoluzione interiore.
Se si potesse aggiungere un secondo sottotitolo al romanzo di Giuseppe Conte “Babel” potrebbe essere: le donne salveranno questo mondo. Eva (una nuova Mata Hari sensuale e seduttiva) e Emile (con la sua valigia di libri) contrastano il peggio che coinvolge tutti gli umani, loro malgrado, alla tirannia del potere e del controllo. Karl, l’ amico buono della coppia di inventori di Babel, è da solo contro John (il cattivo) e non riuscirebbe senza il ruolo di Emile e Eva a rendere pubblica la verità: la libertà non esiste. È una illusione “pensiamo di essere liberi perché possiamo scegliere, ma la libertà di scegliere non è libertà in assoluto” (così l’ autore – Giuseppe Conte – fa dire a Karl riprendendo i pensieri del filosofo-teologo spagnolo Raimon Panikkar). Lungo tutto il dipanarsi della trama, il lettore rimane come un funambolo sospeso su un filo sottile e oscilla fra l’ eterno dilemma bene/male della presenza della I.A. nel nostro quotidiano; solo verso la fine del romanzo questo nodo gordiano si scioglierà, forse!
Babel di Giuseppe Conte, un romanzo che racconta un’utopia di uguaglianza e di benessere che nasce dal sogno e dall’amicizia di due ragazzi ma che nel tempo si trasforma fino a realizzarsi in un mondo uniformato e uniformante in cui tutto ciò che non rientra negli schemi standardizzati dalla volontà di scaltri uomini viene tacciato di diversità ed eliminato senza alcuno scrupolo. Questa in breve la trama di un libro avvincente che ti proietta al di fuori della linearità temporale e ti integra in un loop dove il futuro segue il passato. Come in una storia infinita il lettore non è solo spettatore ma attore ed interprete egli stesso di un ruolo del racconto. “Costruiamo un passato migliore” diventa così il fulcro attraverso il quale la leva della volontà scardina gli ingranaggi del sistema facendo entrare il lettore nella storia raccontata come quest’ultima diventa parte dell’anima di chi la legge.
Babel di Giuseppe Conte è un romanzo che, attraverso lo sguardo e le vicende del protagonista Karl e del mondo che lo circonda, cattura il lettore e lo trasporta in una dimensione nuova, costringendolo a fare i conti con sé stesso e con il proprio modo di leggere la realtà quotidiana. È una narrazione che intreccia amicizia, ambizioni, sogni e progetti, ma anche invenzione, opportunità, travagli, ferite, ordine e bellezza. Una storia densa di conflitti, passaggi, metamorfosi, evoluzioni, insidie, scintille e apocalissi, che conduce a compimenti inattesi: non conclusioni definitive, ma aperture verso nuove porte e prospettive inedite. Ho apprezzato la raffinata costruzione del romanzo, scritto con un linguaggio scorrevole e al tempo stesso ricco di perle di saggezza. È un’opera che coinvolge profondamente e invita a leggere i personaggi – e gli autori che li ispirano – in chiave sistemica. Un libro che sollecita un cambio di prospettiva, che spinge a immaginare un nuovo paradigma e che, come nel Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, invita a una meditazione capace di generare un’evoluzione interiore.
Libro consigliatissimo, temi attuali ma trattai con forma e ambientazione unica.
Molto scorrevole ed entusiasmante
Molto scorrevole ed entusiasmante
I Non è solo un romanzo, ma attraverso la chiave del racconto, Giuseppe Conte riesce a far arrivare al lettore concetti scientifici reali e contemporanei del mondo della I.A.; già l’ I.A.: questa sconosciuta. Con il richiamo alle religioni (buddismo in primis) e ai filosofi classici (Aristotele, Platone ecc.) il lettore viene assecondato nelle sue domande: bisogna aver paura della I.A.? E riceviamo questa risposta: “Il pericolo non è nell’ I.A. ma nell’ uomo che crede nella I.A.”. Possiamo dire di trovarci di fronte a un “romaggio” (romanzo/saggio) che, ad esempio, condanna fortemente l’ uso dei psicofarmaci (il Somarall – nomen omen – il cui consumo/abuso coinvolge tutti gli abitanti della terra per alleviare le loro ansie) e il conseguente aumento delle psico-patie sociali, con l’ unico risultato di renderci più dipendenti, alias somari. L’ I.A. ci pone davanti anche a problemi etici, dice l’ autore, quali il “principio di responsabilità” (Hans Jones 1979), che nella relazione schismogenica (richiamandosi all’ antropologo americano Gregory Bateson) fra i due protagonisti Karl e John si rende plastica, ricordando anche al lettore di “Agire in modo tale che gli effetti della tua azione siano compatibili con la continuazione di una vita autenticamente umana”. Utopia? Forse! Intanto buona lettura.
I hIn un presente completamente dominato dall’Intelligenza Artificiale, in grado di superare i confini della sfera emotiva ed emozionale indirizzando bisogni, desideri e sensazioni, piegando il mondo al potere economico della sua super società fondata con l’amico di sempre, Karl, genio dell’informatica, si trova improvvisamente a confrontarsi con le questioni etiche e morali legate alla manipolazione delle menti che si sta compiendo ed all’affermazione de facto di un potere assoluto globale, aprendo gli occhi sui reali effetti che le sue, seppur geniali, invenzioni, stanno generando. Una storia avvincente, scritta magnificamente dall’autore, che invita il lettore a riflettere su temi più attuali che mai e che lo porterà a desiderare di “costruire un passato migliore”.
“Costruiamo un passato migliore.” Non possiamo cambiare ciò che è stato, ma possiamo cambiare noi stessi. Attraverso le esperienze, trasformare le ferite in feritoie, spiragli da cui entra la luce. E creare luce significa questo: un futuro migliore. Questo libro mi ha ricordato che tutto ciò che ci arricchisce, che ci offre nuove prospettive, che ci costringe a osservare da un’altra angolazione, non serve a cancellare il passato, ma a dargli finalmente un senso. E quando il passato trova il suo senso, smette di pesare e inizia a tracciare il tuo percorso.
I Il tema dell’intelligenza artificiale è sicuramente l’argomento di maggior interesse e presenza nelle discussioni che in questo momento storico ci vedono coinvolti in tutti gli ambiti in cui siamo presenti. In BABEL, con un incedere deciso e coinvolgente, l’autore affronta l’argomento mettendo in luce le potenzialità di questa nuova frontiera ma anche i rischi a cui andiamo incontro se non riuscissimo a controllarne gli effetti. Partendo da una visione illuminata del proprio futuro e di quello di tutta l’umanità, i protagonisti, attraverso sentimenti come amicizia, amore, ambizione e ravvedimento, vengono costretti dall’autore a fare i conti con quello che hanno prodotto e le loro scelte sono un messaggio a tutti i lettori, invitandoci a non commettere gli errori che l’uomo è portato a perpetrare quando perde di vista la via maestra, quella del rispetto e della correttezza, lasciando spazio ad avidità e cupidigia. Questa opera ci insegna che si può migliorare il passato senza necessariamente creare un futuro di cui dobbiamo avere paura…….
Il tema dell’intelligenza artificiale è sicuramente l’argomento di maggior interesse e presenza nelle discussioni che in questo momento storico ci vedono coinvolti in tutti gli ambiti in cui siamo presenti.
In BABEL, con un incedere deciso e coinvolgente, l’autore affronta l’argomento mettendo in luce le potenzialità di questa nuova frontiera ma anche i rischi a cui andiamo incontro se non riuscissimo a controllarne gli effetti.
Partendo da una visione illuminata del proprio futuro e di quello di tutta l’umanità, i protagonisti, attraverso sentimenti come amicizia, amore, ambizione e ravvedimento, vengono costretti dall’autore a fare i conti con quello che hanno prodotto e le loro scelte sono un messaggio a tutti i lettori, invitandoci a non commettere gli errori che l’uomo è portato a perpetrare quando perde di vista la via maestra, quella del rispetto e della correttezza, lasciando spazio ad avidità e cupidigia.
Questa opera ci insegna che si può migliorare il passato senza necessariamente creare un futuro di cui dobbiamo avere paura…….
In BABEL, con un incedere deciso e coinvolgente, l’autore affronta l’argomento mettendo in luce le potenzialità di questa nuova frontiera ma anche i rischi a cui andiamo incontro se non riuscissimo a controllarne gli effetti.
Partendo da una visione illuminata del proprio futuro e di quello di tutta l’umanità, i protagonisti, attraverso sentimenti come amicizia, amore, ambizione e ravvedimento, vengono costretti dall’autore a fare i conti con quello che hanno prodotto e le loro scelte sono un messaggio a tutti i lettori, invitandoci a non commettere gli errori che l’uomo è portato a perpetrare quando perde di vista la via maestra, quella del rispetto e della correttezza, lasciando spazio ad avidità e cupidigia.
Questa opera ci insegna che si può migliorare il passato senza necessariamente creare un futuro di cui dobbiamo avere paura…….





